Il giorno del suo undicesimo compleanno Ulisse decise di andar via da Riola Sardo. Esattamente 11 giorni dopo la morte di sua madre e 11 mesi esatti dall'aver scoperto che non aveva un padre, o almeno che il padre che aveva sempre descritto sua madre, era frutto della fantasia di quella donna che non aveva voluto dargli un dolore così grande nel raccontare la verità nuda e cruda sulla sua presenza al mondo. Elesse il numero undici a portafortuna, ribaltando con quella decisione le dolorose combinazioni che il caso ultimamente gli proponeva. La fuga fu programmata col sostegno di Tonino, il veditore di bibite Siete Fuentes, che passava in paese almeno due volte la settimana col suo Leoncino Fiat, distribuendo ai clienti affezionati bitter, aranciate e succhi di frutta direttamente a domicilio. Ulisse lo aspettava il martedì e il venerdì all'ingresso del paese, vicino al camposanto. Tonino si fermava, Ulisse saliva e prendeva posto accanto a lui. Durante il giro Ulisse gli dava una mano a scaricare le casse. Il martedì nei bar, il venerdì direttamente nelle case.
Tre giorni dopo la morte di sua madre Ulisse disse a Tonino di non voler più stare a Riola Sardo. Non voleva andare a vivere dalla zia, la sorella di sua madre, odiava i cugini, non aveva nessuna intenzione di pesare sugli altri. Gli chiese se potesse aiutarlo nella fuga. bastava che lo portasse ad Oristano, dove Tonino riforniva alcuni clienti. Da lì avrebbe preso il pullman per Cagliari. Era convinto che in città avrebbe trovato lavoro, fatto fortuna, cambiato sostanzialmente la sua vita.
Tonino all'inizio tentò di dissuaderlo dall'idea di andarsene. Troppo giovane, troppi pericoli. Lui lo sapeva bene perchè era scappato di casa a soli 12 anni, in cerca di fortuna. La madre lo pianse morto per anni. Ma Ulisse una madre non la aveva più e Tonino alla fine si convinse che forse quel ragazzo sveglio e determinato avrebbe avuto una possibilità in più per la sua vita, quella che a Riola Sardo non sarebbe mai potuta capitargli.
Partirono quindi. Era il 5 di giugno, anno 1967. La radio del Bar dello Sport, l'ultimo rifornito da Tonino e Ulisse, dava notizia dei bombardamenti israeliani sull'Egitto "Due ondate di cacciabombardieri hanno fatto a pezzi la più grande aviazione del Medio Oriente..." Tonino pensò che non ci voleva. Non aveva idea di dove potesse essere collocato l'Egitto sul mappamondo che aveva visto a scuola, ma una guerra, cominciata il giorno della sua fuga, gli suonò come una sorta di nero presagio sul suo futuro. Continua...forse.
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