venerdì 1 febbraio 2013

ULISSE SENZA COGNOME 4





"A Roma, durante una manifestazione dei Comitati Autonomi Operai , è stato colpito a morte Mario Salvi. A sparare è stato l'agente Domenico Velluto...".  


Il notaio Dessanai spense la radio per comunicare ad Ulisse che da quel 7 di aprile del 1976 avrebbe avuto un cognome nuovo. Ulisse Dessanai, fu riconosciuto come figlio legittimo dal Notaio Mario Dessanai, domiciliato a Cagliari in Via Manno 42. 


Peppe Canu, dalla sera del suo arrivo a Cagliari, sistemò Ulisse in bottega, a fare il garzone. Ulisse in bottega ci dormiva pure. Le prime notti sopra alcune scatole di cartone poi su una branda pieghevole che Efisio teneva in soffitta per gli ospiti e che si rivelò utilissima per sistemare quel volenteroso ragazzino che il destino gli aveva messo tra i piedi. Tra i vari clienti ai quali portava la spesa della drogheria, Ulisse conobbe anche il Notaio Dessanai, uomo ricchissimo e riservato a detta di Peppe, che bisognava trattare con tutti i riguardi ché clienti così a Cagliari se ne trovavano pochi.
Ulisse risultò immediatamente simpatico al Notaio e il Notaio ad Ulisse. Già dopo poche settimane Mario Dessanai si prodigò per trovare al ragazzo un insegnante privato, visto che era sveglio come pochi e riteneva fosse un peccato aver interrotto la scuola per tutte quelle peripezie che ascoltò dalla sua viva voce. La verità è che il Notaio soffriva di solitudine e Ulisse divenne per lui occasione giornaliera di scambio di opinioni e di informazioni che il ragazzo coglieva per strada e in bottega. Efisio mai si lamentò delle assenze prolungate del garzone, poichè, da quando era arrivato, gli ordini di spesa del cliente era notevolmente aumentati.
Un anno dopo l’arrivo di Ulisse il Notaio si recò in drogheria e conversò fitto fitto con Peppe, che annuiva a tratti sorridente e a tratti dispiaciuto agli argomenti trattati dal suo cliente. Quando questi lasciò la bottega il droghiere chiamò in disparte Ulisse.
-Il Notaio Dessanai dice che sarebbe disposto a prenderti in casa, come ragazzo di compagnia e per fare delle commissioni. Dice che ti farà studiare se ne hai voglia. Sei tu che devi decidere Ulisse. Mi mancherà un bravo garzone ma un’occasione così non ti capita due volte nella vita, dai retta a me.
Ulisse stette in silenzio per un po’. Non lo entusiasmava l’idea di vivere in una casa dove le finestre erano sempre chiuse, l’odore della polvere impregnava ogni angolo delle stanze e l’unica presenza era quell’uomo anziano e una governante incartapecorita che sembrava più vecchia dello stesso salotto in pelle dove veniva regolarmente ricevuto dal Notaio e dal maestro privato.
Considerò però che l’alternativa era fare il garzone per tutta la vita e che forse Peppe aveva ragione a dire che occasioni simili nella vita non si presentano due volte di seguito.

Il 7 di aprile del 1976 Ulisse per la prima volta nella sua vita provò un dolore lacerante Ulisse aveva un cognome, quello di un padre, ma non aveva più una storia. Gli sembrò di rinascere quel giorno, con dei cani attaccati alle carni che lo spolpavano della sua vita precedente.



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