lunedì 9 dicembre 2013

CATERINA

Il mio nome è Caterina. Cioè, non è il mio vero nome ma quello d'arte. Quello vero è Giovanna, ma quando ho iniziato a fare questo lavoro Madame ha detto che di Giovanna nella casa ne aveva già un'altra e che ci avrebbero confuse. Caterina, ecco un bel nome. Il nome della mia bambina morta dopo pochi giorni di vita, mi ha detto. A me questa cosa ha fatto impressione, ma non ho voluto né potuto dirle di no, perché temevo mi cacciasse. E ho fatto bene, perché é anche grazie a questo nome che mi ha sempre trattata come una figlia. 
Avevo 17 anni quando sono arrivata da Madame. In casa ho detto che sarei andata in città a servizio, che poi se guardi bene è una mezza verità. Madame ha detto che dovevo dire a tutti che avevo 22 anni. E così ho fatto. C'è stato un momento in cui io stessa non riuscivo più a ricordare quanti anni avessi. 
La casa nella Marina era bellissima. Carta da parati verde tenue e stampe sul muro con donne nude e velate. Il letto comodo, in legno , come il comodino. E di fianco al letto una brocca con l'acqua e un lavamano. 
Molti clienti di Madame non mi volevano all'inizio. Troppo alta e ossuta. Madame ha fatto di tutto per farmi diventare rotondetta, in carne. 
-Mangia, non saltare mai un pasto. Ti serve forza per fare questo lavoro. 
Ma io ero uguale alla buonanima di mamma che sembrava un appendiabiti. 
Poi però qualcuno ha detto che la mia linea era elegante, che sembravo uscita da una rivista di moda francese. E mi sono ritagliata il mio spazio. I clienti più importanti della città cercavano me. Quelli della Cagliari bene, come la chiamava Madame. Quelli a cui i soldi non mancavano, quelli sposati con donne ricche ma brutte. Caterina è un nome dolce, mi diceva il notaio che veniva da me il venerdì all'ora di pranzo.
-La dolcezza è una virtù importante per una donna, cara la mia Caterina. Quale uomo è disposto a rinunciarvi? Non esiste niente, credimi, che possa incatenare un uomo ad una donna quanto la dolcezza. 
Aveva ragione. Per questo mi hanno amata e io ho amato ognuno dei miei clienti. Questo lavoro tanto disprezzato è il più bello del mondo. Se tu dai e ricevi carezze, se sai regalare un momento felice a qualcuno, non hai bisogno d'altro. Io non potrei mai fare a meno dei loro sguardi. Sono così appaganti! Mi piace ascoltare la storia delle loro vite, accarezzare le loro mani quando sono tristi e hanno delle preoccupazioni. Molti piangono, come bambini. Hanno spesso vite infelici, tranne che per quei pochi istanti in cui stanno con me. 
E' un bel lavoro questo.  Anche dopo che è morta Madame e le cose sono cambiate. Ho un appartamento in un quartiere elegante della città e ormai pochi clienti. Quelli che sono rimasti non mi tradirebbero mai per una più giovane. Caterina è un nome dolce, anche ora che ho 57 anni  e che qualcuno viene da me solo per un caffè. 
MAM 

Nessun commento:

Posta un commento