L’esercizio più difficile al mattino, passati i 47 anni, è guardarsi allo specchio.
Avete mai notato quante smorfie fa una donna al mattino per controllare le proprie rughe? Ah, è uno spettacolo imperdibile. Si parte dalla fronte, che corrugata, ci da la portata esatta del tempo necessario a ripristinare i muscoli facciali nello sforzo di spianare i dubbi e la fatica del quotidiano vivere. La fronte serve a questo: a capire se siamo felici, dubbiose, ciniche o menefreghiste. A seconda della forma della ruga frontale è evidente il nostro stato psichico attuale.
Gli occhi invece sono il campanello d’allarme del nostro stato fisico: gonfi, con occhiaie più o meno marcate, circondati da zampe di gallina, con le palpebre che rivelano la sfacciata forza di gravità che purtroppo non colpisce solo il viso ma ogni feticcio corporeo che indichi femminilità.
Gli zigomi parlano dell’attitudine ad affrontare la vita. Chi ha ancora zigomi alti ha tenuto in allenamento i muscoli con i sorrisi. Per le altre, è andata così. Niente è più rimediabile.
La bocca è quanto di più complesso si possa presentare ai nostri occhi: segnata da piccole rughette, le labbra meno piene che in passato, gli angoli spesso abbassati, il colore delle labbra meno vivo. Il disastro vero è lì.
Sulla pelle ci soffermiamo sempre un po’ di più: questi pori dilatati, questa secchezza che non va mica bene perchè l’estetista ci ha detto che bisogna idratare, idratare, idratare per ritardare il cedimento delle cellule. Il cedimento...
Ma la cosa peggiore è che hanno ceduto i pensieri. Questi insopportabili pensieri che ti staccano dalla tua faccia per portarti indietro nel tempo, quando indifferente passavi davanti allo specchio non pensando che un giorno, un segno banale sulla pelle, avrebbe potuto rovinarti una giornata.
Ma la cosa peggiore è che hanno ceduto i pensieri. Questi insopportabili pensieri che ti staccano dalla tua faccia per portarti indietro nel tempo, quando indifferente passavi davanti allo specchio non pensando che un giorno, un segno banale sulla pelle, avrebbe potuto rovinarti una giornata.
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