domenica 19 agosto 2012
DEL NIENTE
Non c'è nessuno intorno, nemmeno una barca per andar via. Peggio per me, me la sono cercata. Non ho voluto ascoltare consigli, né muovermi verso le mani tese nell'intento di salvarmi. Sto qui, quindi. Sugli scalini del faro. In mezzo a questo mare impetuoso che forse questa notte mi porterà via. O forse mi grazierà, infliggendomi un castigo che non credo di meritare. Sono partita per questo luogo, coi pensieri agitati almeno quanto il mare che ho dovuto affrontare per arrivare fin qui. Ho visto i gabbiani volare al mio fianco e mi sono illusa che la libertà sia, in fondo, solitudine. Chi meglio di me può tenermi compagnia? Questo mi son detta. Ma la libertà è ben altra cosa. E' volo libero dei pensieri, anche quelli meno buoni, e la possibilità di assecondarli e di star bene anche in mezzo alla folla. Quando vivi libero dalle paure di star male e di far male sei arrivato alla meta. Bisognerebbe imparare ad anestetizzarsi un po' quando si capisce di avere a che fare coi sentimenti. Così al risveglio si è solo intontiti, ma mai eccessivamente doloranti. E bisognerebbe imparare a ridere di noi stessi e delle nostre debolezze, essere capaci di guardarci dall'alto e di sorridere con indulgenza. Invece sono qui, su questi scalini, in mezzo al mare, a cercare di districare cose che forse non esistono e non sono mai esistite. Scampoli di vita, stracci impolverati di quotidiane scene che non pesano sull'anima. Almeno non quando le si scompone e le si guarda così, smontate, semplici. Perchè ogni pezzo è solo una parte e non l'intero problema. Disquisire del niente. Ecco cosa faccio seduta sugli scalini del faro in mezzo al mare.
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