MUSTAFA' S.p.A.
Ti faccio diventare ricca. Me lo ha detto Mustafà S.p.A. sulla spiaggia, dopo aver scherzato sulla possibilità che diventassi azionista della sua società di vendita di prodotti in legno Made in Senegal. Un altro Mustafà...ormai per loro è un gioco farsi chiamare tutti in questo modo. Mi ha proposto l'affare "Compri un animaletto intagliato e diventi azionista. A settembre ti do i dividendi". E' il suo modo per attaccare bottone. Parla un italiano perfetto, dice di avere la terza media, di vivere a Bergamo durante l'inverno e di fare la stagione in Sardegna d'estate. A Bergamo c'è molta crisi, il lavoro scarseggia e l'estate è andata pure peggio: quest'anno in spiaggia ci sono 4 gatti. Racconta della sua terra, delle cose della sua gente, dei villaggi.
Queste chiacchiere in spiaggia, il libro acquistato tempo fa su come gli africani vedono e giudicano gli italiani, hanno contribuito a farmi aprire gli occhi sulla realtà del nostro "sopravvivere".
In fondo credo che siamo perdenti rispetto ad altre culture, che vi è in certi popoli un fatalismo e un approccio alla vita che il mondo occidentale ha perso definitivamente. Non conosciamo la rassegnazione verso l'ineluttabilità della vita, usiamo simboli che ci identificano, dietro i quali nascondiamo le nostre ansie e le nostre paure (alcol, sigarette, droghe) e non sappiamo più affrontare il passare del tempo, che ci modifica nei pensieri e nel corpo, spesso migliorandoci. Mustafà parla di questo miglioramento, della sua vita nuova in Italia, della fortuna di questa esperienza che l'ha reso un adulto felice anche se lontano dai suoi cari. Noi invece scegliamo di non crescere e di non diventare mai vecchi. Immaturi e protesi alla ricerca di una perfezione che non è mai interiore. E siamo diventati tutti così..anche le donne. Una donna senegalese ama invecchiare, perchè ogni ruga le dona potere e saggezza in seno al proprio nucleo familiare e alla società. Noi, femmine occidentali, modifichiamo con il bisturi e le punture di botox le nostre espressioni e i nostri volti, per essere giovani sino alla morte. Quando se n'è andato, spettinando con una mano la chioma di mia figlia, mi ha detto"Ti somiglia". Ho pensato che sarebbe bello mi somigliasse anche quando diventerò vecchia. Vecchia davvero.
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